In un non luogo senza tempo...
Abbandonato nel mio giaciglio, sospeso tra bene e male, reale e sogno. Quando premerò questo interruttore precipiterò nelle tenebre accompagnato dalla mia compagna Non Ragione, Irragionevolezza, per gli amici Irragione. È stata una giornata dura, intensa, da far fumare il cervello, giocata senza esclusione di colpi tra la litigiosa razionalità e la sua insensata avversaria: la raison illuministica contro l'irrazionale dei romantici. La guerra è asprissima, si fronteggiano la Ragione al vitriolo, analitica, fredda, lucida, tagliente come un crudele bisturi e l'oscura, arcana e perversa Irragione che di questi tempi se la passa male...
"Definire vuol dire limitare", "Riveli l'arido vero", "Il geometrico è brutto" "La realtà ha di sconvolgente che è totalmente comprensibile" "Io ho fede nel cervello!"
Tuonano così le voci dei paladini delle due avverse fazioni. L'Irragione ha la peggio, fugge danzando e getta una dionisiaca risata che echeggia negli angoli più bui della mia mente. La Ragione rifulge più di prima dopo quest'ultimo duello.
"Non sparirà" dico alla vincitrice "Le hai dato solo modo di divertirsi un po', ha spento più volte il tuo lume, lo farà ancora. Non puoi averla sempre vinta, Ragione tiranna! Non hai diritto d'ingrigire così la mia esistenza!!!"
"Non dire idiozie: non puoi fare a meno di me e lo sai bene... Sono diventata la tua droga. Quante volte terrorizzato davanti alla chimere che ti offriva l'Irragione hai cercato il mio aiuto? Chi ti ha insegnato a fare affidamento solo su te stesso? Il sonno della ragione genera mostri, lo ricordi? Perché dunque mi vorresti spegnere?"
"Mi stai rovinando l'esistenza, rovini tutto, tutto diventa brutto se rischiarato dal tuo lume!"
"Con la mia luce brucio gli inganni. Hai sempre odiato la menzogna, dicevi di voler sapere."
"Tu chiami anche l'illusione menzogna, ne hai fatto strage, hai squarciato i miei filtri, hai impoverito la mia sensibilità."
"Ti ho guarito..."
"Hai geometrizzato anche l'Amore!"
"Di nuovo questa storia! L'Amore non esiste, fattene una ragione! Cerchi il partner unicamente perché è il programma di default... devi perpetuare la specie: nulla di più. Non ti attaccare ai buoni sentimenti, al corteggiamento, la favola dell'amore da donare agli altri! Sono balle, sono il miele cosparso sul bicchiere della medicina amara. Non servono a nulla."
"Non ti credo!"
"Ho ragione come sempre, e lo sai..."
"Sei la Ragione ma non sei infallibile."
"Questa è una scemenza che ha messo in giro mia sorella..."
"Sai cosa disse un pensatore tempo fa? Che l'uso spregiudicato della Ragione è la causa della rovina della nostra società. Per colpa tua abbiamo perso spontaneità, la capacità di sentire. Il tuo dio, Apollo, ha sopraffatto il creativo e gioioso Dioniso. Ecco cosa ti manca... la creatività."
"Non ne ho bisogno, io ho la forma, la fredda analisi. La creatività è il riflesso di un pasticcio dell'Irragione."
"Eppure i creativi sono quasi venerati, perché hanno un pizzico di follia che obnubila un po' la tua luce. Tu e la tua sorella Irragione non potreste sforzarvi di convivere amorevolmente?"
"Siamo come sole e luna: inconciliabili."
"E un'eclissi non è possibile?"
"Solo in casi eccezionali... Hai fatto tante volte l'esperimento, mi hai sedato con liquori generosi, come hai fatto oggi prima di pranzo..."
"Era giusto una birra... un principio dionisiaco, nemico del tuo amato caffé che è un principio apollineo..."
"Conosco questa storia... Tuttavia è bastata ad allentare la mia veglia e così hai fatto una bella chiacchierata con l'Irragione."
"Sono ricorso alla tua chimica che spiega ogni cosa per farti assopire... dovresti essere orgogliosa di me. E comunque ci siamo divertiti: è stata molto piacevole la compagnia di tua sorella. Non sarai mica gelosa?"
"Vuoi scherzare? So bene che amoreggiate quasi tutte le sere."
"Hai detto bene. Con i tuoi spigolosi ragionamenti mi hai tenuto sveglio e triste troppe volte..."
"Ma tu rimanervi lì ad ascoltarmi con bramosa curiosità e sai perché? Hai paura di perdere me e tutto quello che ti garantisco. Sono la chiave di volta del tuo mondo."
"Non posso darti torto..."
"Suvvia oggi ho esagerato, lo riconosco, tutti quei pensieri rumorosi, l'impiccagione di Amore, Patria, Fede e tante altre illusioni... Ho deciso di farti un regalo per farmi perdonare di aver calcato la mano così presto: non sei ancora pronto e in fin dei conti ho ancora molto tempo per istruirti. Stanotte firmerò una ragionevole tregua con l'Irragione. Terremo un intimo convivio solo noi tre, discuteremo civilmente e farò cadere nell'oblio qualche rivelazione troppo precoce che ti ho fornito... Ma domani tutto tornerà come prima! Questa sera siederai fermo al tavolo ma domani tornerai sull'altalena che oscilla tra me la mia irragionevole sorella."
"Ti ringrazio. Sarei perso senza di te..."
"Dante direbbe che saresti nel Peccato..."
"Come sei barbosa... Ecco l'Irragione! Cavolo, s'è tirata a lucido, non la ricordavo così affascinante... [la Ragione stroce il muso stizzita...] ...e porta con sé una bottiglia di assenzio e un libro, cosa sarà?
"È l'opera che le ha indirizzato un suo affezionato amico, un tale Erasmo..."
Sediamo attorno a un tavolo d'avorio discorrendo come tra carissimi amici, bevendo fluidi dionisiaci al lume di candela, cullati ora dalla voce melliflua dell'Irragione e ora dai toni squillanti della Raison, avvolti dalla penombra, giusta sintesi e intesa tra Luce e Tenebre: per una volta c'è equilibrio...
martedì, febbraio 14, 2006
Ahi, Ragione...
La mania della tassonomia...
Dentro al cranio,
Muscolo striato a contrazione involontaria
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