Nell'epoca corrente siamo più pagani dei Romani di duemila anni fa, spaesati e incuriositi di fronte a nuove tradizioni molto distanti dalla nostra cultura. Halloween da qualche tempo ha conquistato il nostro paese e ora anche il santo protettore della Guinnes è approdato ai nostri lidi. Così, 17 marzo del 2006 (poche ore fa), ho festeggiato il mio primo San Patrizio. Wiki sarebbe in grado di fornirmi maggiori informazioni riguardo la vita di questo irlandese beone, ma siccome ora son troppo pigro e ho troppo alcol in circolo mi rifiuto di cliccare il suppostato link (ambiguo neologismo).
A seguito di una giornataccia a base di caffeina e sferzanti interrogazioni il sottoscritto, assieme a 3 gentil pulzelle, s'è recato con intento più consumista che mai (2 birre x 1 cappello di san Patrizio) in uno sfarfallante locale della sorella perversa di Chieti: il Jayson's di pescarese locazione. Viaggiamo allegramente e ancora sobri sulla via di Damasco intonando celestiali canti della meglio gioventù della giurassica Carrà, rapsodie degli Articolo 31 e gorgheggi degli American Hi-Fi condivisi dal finestrino con la popolazione di Pescara sud e dintorni. Sobri e oltremodo assetati, varchiamo la soglia del luogo destinato al disastro... Agguantiamo 4 birre e 2 bizzarri copricapi. La buia guinness è amara, buona per la prima metà stomachevole per la restante, un po' come il dibattito Berlusconi/Prodi di martedì scorso... Il mondo comincia a girarmi attorno, le commensali diventano esponenzialmente più attraenti, gli angoli della bocca raggiungono l'attaccatura delle orecchie, la solita sintomatologia pre-sbronza insomma. Ci si dedica a capatine nel luogo di decenza, alla gestione di un tentativo di abbordaggio di due indigeni che diventano nostri compagni di simposio... il tutto mentre scolo la mia bionda (birra n°2). La situazione cappellesca è la seguente: i cappelli conquistati sono due, sulle teste di C'Poll e della Principessa. Rimangono con la testa al freddo la Iannona e il barcollante sottoscritto disposti a tutto pur di ottenere un trofeo della serata brava... L'unico inconveniente è rappresentato dall'esaurimento delle scorte cappellesche. Osti e ostesse si rifiutano di cedere i loro copricapi agli avventori (roba che allo Stammtisch non avverrebbe mai) e rifilano unicamente pellicole verdognole utilizzabili a mo' di occhiali alla Bono degli U2 e di cui faccio sfoggio nella foto di repertorio. La mia compagna d'avventura, che Freud avrebbe senza dubbio definito la trasposizione fisica dell'Es, da fondo a tutta la sua abilità retorica (sfoggio di un giunonico davanzale e sorriso smagliante) per estorcere un cappello agli avventori del tavolo vicino. I suoi argomenti riscuotono un notevole successo e ottiene la sospirata preda... L'unico a bocca asciutta, o a pelo scoperto che dir si voglia, resto io. Cinque anni di liceo classico, filosofia a iosa, panem et Catilinariæ serviranno pure a qualcosa... Tento di persuadere con improbabili ed etiliche argomentazioni altri cappellai matti ma i risultati sono peggio che deludenti: c'è chi si giustifica sostendo che lo indossa per coprire la pelata, chi lo deve regalare alla figlia (e perora la nobile causa con lo screen saver del telefonino), chi rifiuta addirittura l'offerta pecuniaria! L'alterazione totale delle leggi del mercato...
Penso al mio prof. di filosofia... agli empiristi che ho studiato, al darwinismo sociale, al relativismo estremo. a + b = c. Con fare garbato mi avvicino all'ultimo cappellaio matto della serata, il meno minaccioso e meno piazzato, lo addolcisco con un paio di sorrisi inebetiti dalla Guinness, lui si volta ormai perso nella scollatura della bruna accanto a lui, io stiracchio il braccio destro e magicamente il cappello dalla sua brava capoccia si trasferisce nella mia avida mano che fugge vittoriosa assieme al resto della mia persona dietro il cassonetto fuori del locale. Popper diceva che la liberà del mio pugno arriva laddove inizia la libertà del tuo naso e oggi, protetto da San Patrizio e da una corte di empiristi ubriaconi che facevano il tifo per me, nessuno ha violato né il mio naso né la mia libertà sebbene lo meritassi...
Ah, dimenticavo... alla salute...
sabato, marzo 18, 2006
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)




12 commentarono che...:
Bello, il Jayson's, ci sono stato... La Guinness non mi fa impazzire, preferisco una bella bionda doppio malto allo Stammtisch, ma almeno non ci sono i prezzi del suddetto locale cruccofilo...
Il "ceppo" al Jayson's (nella parte esterna) è storico quanto doveroso, caro Enrico... :-D Capisc'ammè.
Ebbravo, prima vai cantando insieme ad avvenenti fanciulle.
Poi le fai ubriacarew con il solo scopo di circuirle. Poi rubi i cappelli e scappi.
Cazzo migliori di giorno in giornio ragazzo... :)
Fantastico leggere lo scritto, lascia capire che anni di studi filosofici non sono stati vani, almeno sulla carta. :)
enrico nn era piu con noi, era un pò brillo cosi rientro nel locale per riacchiapparlo, lo vedo di spalle ad un tizio impegnato in una fitta conversazione con altri "cappellari"... stiracchia la mano l'allunga e in 2 secondi sfila il cappello dello sfortunato e si fionda fuori dal locale..lo ripesco qualche "km" piu in la mentre cerco di controllarmi e a nn finire a terra dal ridere.
up the pints, guys!
Come direbbe qualcuno:"kiss me I'm irish......."
era da molto che non tornavo a leggerti e noto con piacere che lo stile frizzantino brioso e acuto sono quelli di un tempo!
La nera la bionda la rossa che differenza c'è?!?!?!? ^_^
Ciao
RUDE
Toh, è resuscitato Rude...
Come va la vita in quel di Chieti (provincia di Cepagatti...)? :-D
Enrico sei un mito!
dovremmo fare qualche uscita brava prima o poi :P
fantastico il finto sorriso eseguito prima di fregare il cappello a cullù!
cmq anche se non lo prendevi consolati...
all'Irish Pub di Sulmona ho preso tre pinte di cui una doppio malto.
Stavo bello brillo e felice, ma qualcosa non andava...
non c'era la musica dal vivo delgli anni passati e mi hanno appioppato tre gratta e (non)vinci sponsorizzati Vanna Marchi!
Cmq mi sò divertito parecchio :D
ma come enrico!!! mi stupisci sempre di più!!!tu un ragazzo così serio e composto(o frekete!) compiere tali "birbonate"??anyway.....CONTINUA COSI'!!!
P.S. ma i cappelli li davano solo perchè era s.Patrizio??:):)
ENRI' AGGIORNA IL BLOOOOOOOOGGG!! :-d
Stavo pensando...
Ti sei divertito???
meno male.
Un saluto
Stavo pensando...
Oggi l'atteso aperitivo gentilmente offerto da laboralab insieme a me c'era anche pensierineccesso,mi raccontava del blograduno, c'eri anche tu ?
Leggerti mi piace sempre molto. E c'è da aggiungere che mi ricordi una persona a cui tengo molto. Speriamo che tu venga su come lui ^__^
Pierluigi: sì, le bionde sono un altro paio di maniche ma non regalano cappelli... del ceppo rituale non sapevo nulla... sarà mica un'abitudine tutta tua? ;-)
Insanesoul: mai sottovalutare lo stress post-interrogazione combinato la potenza delle molecole alcoliche: originano un cocktail esplosivo!
Dragonflay mcmik: per fortuna c'erano i testimoni oculari...
Rude: Ben rivisto! Nera, Bionda e Rossa la differenza è nel bicchiere... e magari nella cameriera! :-D
Tyler Durden: sì, una serata brillante la dobbiamo proprio organizzare! Nel frattempo sei stato linkato...
Rosebear: purtroppo conosci solo l'Enrico scolastico... ;-)
Orioko: direi di sì... nell'attesa dell'aperitivo di Lab (che prima o poi vincerò!) mi tengo in forma così :-)
Illogica: chissà cos'è nascosto dietro l'angolo, o dietro il prossimo boccale? È comunque bene che la smetta con questi post etilici o finirò per divenire il prototipo del blogger-beone... A rileggerci! ;-)
Posta un commento