sabato, marzo 28, 2009

Semel in anno



Soft proof 2
Originally uploaded by enricopalombaro
Questo backup d'anima che tanto amo e tanto trascuro mi manca.
Mi manca sempre. Ogni giorno spero di potergli raccontare qualcosa e ogni giorno finisce che scrivo qualche riga ma non gli affido nulla. Tra ardite spedizioni speleo-psicologiche, soliloqui amorosi e riflessioni sulla malvagità del sistema universitario finisce sempre che qualcosa venga appuntato su un foglio volante. Ebbene, frammentarieta' nella scrittura e perfezionismo ossessivo-compulsivo del blogger hanno portato alla stesura di più esperimenti scrittorei presi e nascosti in remote cartelle del caro strumento informatico. Cellule dormienti della rivoluzione letteraria?
Come reperti di un antico disastro pongo nelle teche alla vostra destra figure d'ispirazione che accompagnano la memoria delle righe che sopravvissero al rovinoso impatto tra prolissità e la selvaggia sintesi che connota il tratto di storia che attraversiamo (o che forse ci attraversa).

Scrivere come correre, distruggere a colpi di virgole centinaia di chimere, come un profumo colpire i sensi del lettore. Non un'esistenza sprecata, qualcosa al di la' di una deiezione proteica su questa palla di terra e acqua.
Ciononostante Facebook, forse, ci divorerà tutti.


Labbra, bulloni e meandri della scatola nera
(consigliamo l'ascolto in sottofondo di "In the mood" della Glenn Miller Orchestra)


Esiste la donna oggetto, la donna compagna, la donna puttana, la donna emancipata, la donna meramente femmina, la donna per amico, la musa.

San Silvestro
Originally uploaded by enricopalombaro
Nel passato e nel palinsesto televisivo, la donna e' sempre stata considerata un essere inferiore alla sua controparte di batacchio munita nell'assurda convinzione che essa fosse figlia deforme di una figura dotata di perfezione ineguagliabile. Le donne sono intelligenti, tacciono, ascoltano, calcolano e questo non e' il solito cliché. Sono capolavori tali da meritare che la natura assegnasse loro la custodia del crogiolo per la misteriosa e onerosa opera del concepimento.
Ecco, io sono rimasto sconvolto da queste e altre considerazioni.
Perché provare attrazione per una donna in particolare anche quando non si e' con lei, quando non si va alla deriva nella sua voce o si e' coccolati nel suo profumo? Forse e' quello che senti quando pensi di aver colto in lei oltre a ciò che potenzialmente può appagare il corpo anche quello che può appagare gli strati qualche centimetro al di sopra dell'ipotalamo.

DSCN2831
Originally uploaded by enricopalombaro
Fino a quando si tratta di osservazioni fatte da qualcuno che "ha più esperienza in materia" prendi sempre tutto con le pinze, memorizzi e sbatti quanto sentito in un discorso sentendoti uomo di mondo, ma quando ne prendi coscienza hai l'impressione di essere stato preso a sberle. Ebbene tra gambe elegantemente accavallate, nasini alla francese, geometrie esaltanti l'animo mio ha fatto questo viaggio e muto, con l'aiuto di quel che correva davanti agli occhi e una manciata di ceffoni alle brave sinapsi, ha cercato di comunicare qualcosa alla mente che l'1% del discorso l'avrà inteso e il 99% rimanente l'avrà travisato. Un po' come in una lezione di analisi matematica dove guarda caso "analisi" e' al femminile.


Storia infinita almeno quanto i dubbi che l'hanno imbalsamata
ovvero
Blob di Rai Tre vi parla di me circa lei
(consigliamo l'ascolto in sottofondo di "Perhaps, perhaps, perhaps" dall'album Fashion Nugget - Cake)


"Mi fa sorridere sul cuscino, mi fa prendere il treno al mattino anziche' saltarci sotto. C'e' tutto: il rincorrersi, mai prendersi, capire troppo tardi, mangiarsi le mani e mangiarsi con gli occhi."

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Originally uploaded by enricopalombaro
"Lo maggior duol l'e' che quando Bacco m'ispira lei non e' qui a cogliere il frutto del mio allor timido sentire divenuto ardito fare in veste cotanto etilica. "(ringraziamo mezzo litro di Inferi e altrettanto di Brunello).
"Far roteare la penna sperando di infilzare nel vortice che gira sulla sfera al tungsteno le parole giuste da scriverle. Ma poi?"
"Incazzato come un riccio che si gratta le palle, esegeta del senno di poi, incrollabile nella curiosita' verso di lei."
"Spezzami il fiato, toglimi il sonno, illumina il mio spirito, riaccendi la mia mente: la dea prediletta del mio pantheon personale."
"Put#@na eva perche' non chiami mai?"


Tra i tentacoli del PoliPo
ovvero
Ingegneria. Dovessi tornare indietro farei esattamente la stessa scelta.
(consigliamo l'ascolto in sottofondo di "Karma Police" dall'album OK Computer - RadioHead)


Da molto tempo ormai ho i bioritmi alterati. Non so darmi una spiegazione univoca al fenomeno, ma sento strisciare dall'algebra lineare un'altrettanto lineare combinazione di risposte.

PoliPaper
Originally uploaded by enricopalombaro
All'alba di un nuovo semestre, con una sessione d'esame ancora aperta e dal sapore di piombo che ebbe lo sbarco in Normandia, mi accingo ad analizzare cause, sintomi e peculiarità di questo singolare momento che attraverso. Adesso riesco a voltarmi e scorgo qualcosa nello sdentato mosaico che si sta componendo.
Vedo che 3 anni fa, conseguita la maturità non ero poi cosi' maturo come il titolo assegnato voleva. Ero preciso, diligente, minuzioso e sensibile, ma mi sentivo ancora come il piccolo principe. Provare piacere nell'errare o nel guardare la realtà sotto una prospettiva personale. Ora invece comprendo che posso concedermi questo lusso di rado. Credevo di potere tutto, di poter sanare ogni mia lacuna con duro lavoro a tavolino perché la mia preparazione classica tutto poteva. E ho avuto esperienza che il fisico e la psiche entro certi limiti se ne infischiano della preparazione classica.
20 anni e voler sentirsene 16. E vorresti essere un uomo. Qualche buco nell'acqua e il caso ti ci fanno pensare. Un po' come docce fredde che lavano via la nebbia puerile.

Wakka wakka...
Originally uploaded by enricopalombaro
22 anni e il terzo anno di università: studiare e sforzarsi di non ricercare il motivo per il quale valga la pena studiare le equazioni di Navier-Stokes o i casi di quel diabolico prisma ci Cauchy. Alla fine "chi sa" ti conferma che non servono a nulla, forniscono materiale per altri esami che servono ancora poco, vestigia di antichi insegnamenti, modelli di realtà che pochi hanno il privilegio di adoperare.
Nel complesso ora vedo il mondo universitario come un videogioco: lo devi finire e non serve a nulla. L'università e' fatta di folli prove e stupidi livelli, tanto caso, tanto impegno, devi fare più punti che puoi, meno tempo ci impieghi meglio e'.
Per ora questa e' l'unica partita da giocare e vedo che e' rimasta una sola vita.

"Buona notte e buona fortuna"

giovedì, maggio 15, 2008

"Per uscire dal letargo? La seconda a sinistra"


Nella sublimità delle 10 (comunque poche) ore della domenica in Tortellonia molte cose nel mio sacco di carne si sono rimescolate, ricombinate e risvegliate. Tra sintomi come iperattività, riduzione delle dosi di caffè, ricomparsa dell'ironia e del sorriso (a tratti da ebete) si conta anche la riattivazione di alcune zone sopite di cuore, spirito e cervello: sintomi che presagiscono qualcosa di grosso...

Non proprio una rinascita, più che altro una primavera.
Tutto merito del "Tom-Tom" che mi ha guidato tra le Torri e il Nettuno dalle braghe di bronzo...

Riprendere la penna tra le mani o condurre le dita in un discorso meno frammentario ed estemporaneo di una chat è un'ardua impresa...in particolare dopo le purghe tecniche di quella Moloch che cade sotto il nome di PoliMi(nchia).
Per quanto si possa presumere che una facoltà come ingegneria sia arida, priva di fascino e dilettosa quanto Guantanamo non è detto che debba azzerare una mente: può trasformare lo studente in un ingegnere che "funziona bene" o in uno che aspira a mettere in pratica conoscenze tecniche per hobby, conscio del fatto che la sua vera professione è, e sarà sempre, quella di un umanista corsaro. Dunque, affinché il PoliMi(nchia) non riesca nella crudele impresa di piallarmi, da oggi si riprende con la scrittura: riesumo le vesti del folle, le lenti e i diaframmi, riprendo con le divisioni per zero e alla parola seno eviterò di estrarre la tavola delle funzioni trigonometriche. Certamente sono stato un po' influenzato, gli esami qualche cicatrice l'hanno lasciata, alcuni utili strumenti sono stati acquisiti ma nessuno impone che li debba sfruttare solo per costruire una turbina!
Fatte queste premesse evoco dal disco magnetico la migliore impresa dello scorso anno: frutto di energie primaverili, chimica e l'influenza un giovane e capace docente.
Non impazzisco per le redox ma gli spunti termo-sofici della materia sono stati irresistibili, vecchi e nuovi reagenti mentali qualcosa l'hanno prodotto.
(a chi non dovesse essere chiaro il chimichese chiedo perdono, dopo tutto sono ancora in convalescenza...)


Termosofia ed Entropia

Dei tanti luoghi in cui avvengono processi d'ogni sorta, certamente l'uomo rappresenta il laboratorio più singolare.
L'esistenza del sacco di carne nel quale alberghiamo è scandita da precise reazioni biochimiche: molte le ignoriamo, di altre abbiamo sentito parlare, altre le condizioniamo in prima persona. Ciò che con strumenti di laboratorio non è ancora stato definito con apodittico rigore scientifico lo si etichetta romanticamente come "alchimia", ed esemplare è l'alchimia d'amore.
L'uomo risulta così un enorme laboratorio dove reazioni su reazioni si concatenano o procedono parallelamente senza mai incrociarsi... tuttavia, cambiando prospettiva, l'uomo rappresenta un sistema aperto (termodinamicamente è una stufa ambulante), un affascinante sistema origine e prodotto di mille riflessioni...
"Termosoficamente" la nostra esistenza è un processo con ∆S>0, tendiamo al disordine e induciamo disordine in tutto quello che ci circonda: viviamo a discapito dell'ordine.
Poiché l'esistenza coincide con il disordine è ammissibile considerare la non esistenza come suprema condizione di ordine e, dato il naturale corso degli eventi, la Keq della nostra esistenza è positiva con prodotto finale di reazione equivalente all'ordine finale.
[N.d.R. Naturalmente stiamo contravvenendo ad ogni sacrosanta legge della termodinamica accademica, ma dopotutto stiamo facendo termosofia...]
Chimica e termodinamica ci suggeriscono che il disordine è sicuramente più probabile dell'ordine, dunque l'essere è più probabile del non essere verso il quale, ciononostante, inesorabilmente ci dirigiamo.
Cosa determina quindi la tendenza al "non essere-ordine" propria del sistema-uomo?
Molti fattori.
Innanzi tutto il lavoro d'ufficio ed il lavoro fisico derivante dalla pressione esterna esercitata da molteplici forze (impellenze, esami, appuntamenti improrogabili, scadenze, ecc.) su un volume umano piuttosto ristretto. Oppure la temperatura che, aumentando linearmente con la pressione, determina un'ulteriore accelerazione del processo verso il prodotto finale.
Fortunatamente i succitati fattori (e molti altri ad eccezione di fenomeni aleatori) sono condizionabili dall'agire del sistema-uomo razionale, senziente e con il potere di calibrare la propria esistenza regolando arbitrariamente tante variabili.
Vivendo a discapito dell'ordine, induciamo disordine a cose e persone che ci circondano interagendo con loro attraverso modi e veicoli più vari, dalla riflessione alla parola fino al contatto fisico: modalità per la trasmissione di idee, reagenti e dunque innesco di reazioni "alchemiche" e/o biochimiche.
Resta però un interrogativo.
Se il disordine è più probabile dell'ordine (e la vita è disordine) perché prima o poi si finisce irrimediabilmente "ordinati"?
Un'ipotetica risposta è considerare il vivere una reazione spontenea ordinante (Boltzmann si starà rivoltando nella tomba...) durante la quale l'essenza, impalpabile come l'energia, tende a raffinarsi sino al raggiungimento dello stato di perfezione termodinamica e termosofica.
L'uomo evolve verso l'ordine ultimo, l'ambiente è perturbato dall'uomo ma il paradosso è che l'ambiente stesso risulta essere composto da uomini.
È perciò opinabile che l'esistenza sia un continuo ciclo di ordinamento e ricaduta nel caos, un'altalena termosofica dove prodotti e reagenti si confondono tra loro come all'equilibrio, condizione ideale che tuttavia non alberga nel mondo sublunare.

domenica, gennaio 28, 2007

Asintotic Metal Jacket


Asintotic Metal Jacket2
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Forse per via degli esami che incombono, magari per colpa dello studio a marcia forzata o, più probabilmente, per la combinazione di questi due fattori non dormo più serenamente come qualche settimana fa...
Il mio subconscio genera nella fase REM strane contaminazioni ingegneristico-kubrikiane come questo delirante "sogno" che segue...

Aula magna del politecnico
Discorso inaugurale di inizio anno: prolusione dell'Illustrissimo Rettore.

In una luminosa ed accogliente aula son riunite matricole spensierate e sorridenti che attendono, discorrendo allegramente, l'arrivo del gioviale e amichevole Rettor...

"MA CHE CAZZO STATE FACENDO IMPALATI COME VERSORI!
Signorine qui non siete al matrimonio di vostra sorella ma in un politecnico!
Datevi un tono... Santo I/O !"

Sbucato dal nulla, atterrendo spaurite matricole, questo marziale e imponente personaggio dichiara:

"Io sono il Sergente Hartman: il vostro Rettore.

Se voi signorine finirete questo corso e, se sopravvivrete all’addestramento, sarete un'arma.
Sarete dispensatori di calcoli e pregherete per calcolare integrali ed equazioni differenziali!
Ma fino a quel giorno….. siete uno sputo
La più bassa forma di vita che ci sia nel globo NON siete neanche fottuti esseri umani: sarete solo pezzi informi di un polinomio non fattorizzato comunemente considerato merda!
Da me non avrete niente: gite, ragazze e mercoledì universitari ve li sognerete! È roba da architetti e voi non seguite nulla che neppure si avvicini a un corso di architettura! Tenetelo a mente, gli architetti fanno quello che noi ingegneri facevamo a 4 anni: le costruzioni!
Dato che sono un duro non mi aspetto di piacervi.
Ma più mi odierete e più imparerete.
Io sono un duro però sono giusto.
Qui non si fanno distinzioni razziali.
Qui si rispetta gentaglia come terroni - veneti - toscani - studenti del liceo classico.
Qui vige l’eguaglianza, non conta un cazzo nessuno.
I miei ordini sono di scremare tutti quelli che non hanno le palle necessarie per seguire il mio beneamato corso.
CAPITO BENE LURIDISSIMI VERMI????

Matricole : SIGNOR SI SERGENTE RETTORE!!!

SRH: MA CHE CAZZO NON VI HO SENTITO!!!

Matricole : SIGNOR SI SERGENTE RETTORE!!!

SRH: E adesso tutti a fare cinquanta studi di funzione.
FORZA, DERIVATE!!!

venerdì, luglio 28, 2006

Ritorno di fiamma


MHUUUAHAAAAAWWWW!!!
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Ci fu un tempo, quando i mezzi meccanici non andavano oltre il cinquantino spompato, i porcellini salvadanaio erano anoressici e il 6° giorno della settimana era più Santo del Natale, in cui il sabato sera veniva consacrato all'insegna del degrado alchol-free nella casa di Guido. Nella dimora de-genitorizzata del nostro ospite si tenevano mirabolanti cucine a metà tra la prova del cuoco e il processo di vulcanizzazione della gomma, la birra era ancora un mero accompagnamento al pasto e non l'alimento basilare delle nostre diete, il rutto libero imperava come seconda lingua indispensabile per palesare elevati pensieri altrimenti inesprimibili attraverso il comune linguaggio, il gentil sesso rimaneva ancora un miraggio (e soprattutto a debita distanza dalla mandria di zotici che rappresentavamo...) e un'aura candidamente eroica accompagnava ogni nostra sabatica impresa.
Fu l'epoca d'oro che precedette l'inesorabilmente caduta nel tunnel del divertimento tristemente massificante.

Piccoli chimici del fusillo e domatori di torte...
scultori di unte chiome e ballerini da centro di igiene mentale...
Questo e molto altro in un video che riemerge dalla passata estate del 2004, degno seguito di un antico post e spunto per rinnovate imprese su questo genuino modello...



Guidata on Vimeo

venerdì, giugno 30, 2006

Credo di avere un altro piano...



L'incubo di ogni vampiro
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La calura estiva da queste parti, come tutti avranno notato, è in mostruoso aumento. La temperatura cresce in maniera esponenziale al passare di ogni giorno, tale aumento potrebbe essere descritto con una funzione d'iperbole sul piano cartesiano, ma siccome all'orale NON mi DOVRANNO chiedere nulla di tutto ciò, mi esimo dal descriverla. Fa caldo, fa troppo caldo e preparasi alla prova orale del 6 luglio è un'impresa che ha dell'epico. I rimedi refrigeranti fin'ora testati per ottimizzare la resistenza alle vampate infernali sono stati tanti: dalla classica doccia gelata alla pomiciata col pavimento rigorosamente in marmo, dalla corsa furente in moto sul fondovalle allo sgombero interessato dalla cantina. Risultati scarsi, quello che salva può essere l'altezza, le brezze... ma in città, tra una selva di edifici, è raro incappare in siffatti soffi salvifici. Tuttavia la soluzione è proprio venuta dall'alto. Come a Sir Isaac Newton la caduta della celebre mela suggerì la legge della gravitazione universale al sottoscritto, la caduta di un vaso, ha ricordato che la casa dove dimora è dotata di un terrazzo! Poche ore fa è iniziato il sopralluogo di questo ambiente dimenticato, un tempo covo di pipistrelli e merli ma che attualmente (pare) spopolato. Il mio anemometro (girandola della festa di Sant'Antonio) segna un consistente spostamento d'aria a queste quote (4° piano), la temperatura è di circa 27°C e la notte serena.

Campo base
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.. Condizioni ideali per un po' di sano ozio intellettuale e magari per proseguire la stesura della benedetta tesina d'esame. Ma allora perché non trasferirsi definitivamente in quest'oasi paradisiaca lontana da madri apprensive, telefono rompicoglioni e clima da inferno dantesco? Detto fatto. Recuperata la mia cara tenda da campeggio (che vide il suo solo e unico campeggio nel salotto di casa ben 8 anni fa) mi trasferisco ai piani alti portando su tutto lo scibile necessario, cartaceo e non, per elaborare tesi e se ci dovesse scappare un post... Dunque Baia di Terranova crepa d'invidia! Il luogo è perfetto, la brezza spazza allegramente la tenda (assicurata con fidati nodi tra comignolo e lavandino), il telescopio punta su qualche sperduto puntino luminoso, la ventolina dell'ibook s'è finalmente data pace mentre il faro rischiara il mio modesto insediamento ove nulla manca, WC e wifi esclusi...

Ah, quasi dimenticavo Tyler mi ha appioppato una catena di Sant'Antonio. Credo sia doveroso rispettare la tradizione e proseguirne la diffusione.

D. Prendete il libro più vicino a voi e aprite alla pagina 18. Cosa c’è scritto alla 4a riga?
R. "Allora gridò: - Come? sei caduto dal cielo! - - Sì -, risposi modestamente. - Ah! Questa è buffa... -" [...]
Il Piccolo Principe, Antoine de Saint-Exupéry

D. Qual è l’ultima cosa che avete visto alla televisione?
R. Il meteo... profezie apocalittiche!

D. Senza guardare indovinate che ore sono?
R. 23.32

D. Adesso verificate che ore sono veramente.
R. 23.44

D. Oltre al rumore del vostro computer che altri rumori sentite?
R. In cuffia la melliflua voce della cantante dei Lali Puna nel brano Nin-com-pop.

D. L’ultima volta che siete usciti che cosa avete fatto?
R. Ho sfoltito il cespuglio che ho in testa.

D. Prima di cominciare questo questionario che cosa stavate guardando?
R. Un lontano e anonimo puntino luminoso attraverso il telescopio.

D. Cosa state indossando in questo momento?
R. Jeans e calzini.

D. Avete sognato la notte scorsa?
R. Sì, o era un sogno erotico o uno di quelli in cui tutti cercano di ammazzarti. Comunque mi sono svegliato tutto sudato...

D. Quando avete riso per l’ultima volta?
R. Dal parrucchiere davanti allo specchio quando ho rimesso gli occhiali dopo il taglio.

D. Cosa c’è sulle pareti della stanza in cui vi trovate in questo momento?
R. C'è solo una parete: l'ingresso del terrazzo dove ci sono una porta, un lavandino e un faro alogeno.

D. Avete visto qualcosa di strano oggi?
R. Sì! Questo!

D. Cosa pensate di questo questionario?
R. Sicuramente più divertente di quello della terza prova...

D. Qual è l’ultimo film che avete visto?
R. Il Dottor Stranamore di Kubrik.

D. Se diventassi multimiliardario stasera cosa faresti per prima cosa?
R. Inizierei un viaggio per l'orbe terraqueo a cavallo di una moto, con fotocamera e taccuino nello zaino. Naturalmente le risorse economiche pressoché illimitate mi permetterebbero di sopravvivere nel corso dell'esplorazione per almeno 50 anni...

D. Racconta qualche cosa di te che non sappiamo ancora.
R. Da piccolo incollavo le caccole del naso sul muro della mia cameretta.

D. Cosa cambieresti?
R. Domanda.

D. Ti piace ballare?
R. Solo da brillo, da sobrio proprio non ce la faccio.

D. George Bush?
R. ... e se fosse tutto finto?

D. Quale sarà il nome del tuo primo figlio nel caso fosse una femmina?
R. Forse Sofia.

D. Quale sarà il nome del tuo primo figlio nel caso fosse maschio?
R. Galileo sarebbe bello ma troppo da nerd... forse Federico.

D. Avete già sognato di vivere all’estero?
R. Sì, in Svezia o in Germania.

D. Cosa vorresti che Dio ti dicesse quando varcherai la soglia del paradiso?
R. "Come diavolo hai fatto ad arrivare fin qui!?!?"

Perfetto, ora tocca a voi... nomi a caso...

PB&J,
Illogica,
Maxime
,
Orioko,
RAM_mit (new entry!)

Buona catenata, "cha-clang..."

mercoledì, maggio 31, 2006

Desaparecido


Desaparecido
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Mi piacerebbe poter dire di essere sparito dalla blogsphere perché rapito dagli omini verdi o intento in piani di conquista del mondo, ma me la passo ben peggio... C'è una spuntata e arruginita spada di Damocle che come ogni anno pende sulla mia testa come su quella di tanti altri miei coetanei... stesso schifo diversa data: l'esame di maturità! Ora, sorge un dilemma vecchio quanto la stessa Carrà (le indagini al Carbonio 14 la datano risalente al devoniano medio, vedete un po' voi...): questo melmoso esame serve davvero a qualcosa? Segna il tuo avvenire? Sfrutta principi di valutazione e punteggio estremamente simili alla raccolta punti Conad, algebricamente ineccepibili ma umanamente discutibili, decisamente fuori luogo in un paese dove ruffiani e clientelismo regnano sovrani.

100, 80, 60? Qual è la misura perfetta?

"E ma il cento è una bella soddisfazione!"
"Sci ma c'appicch' lu fòk!" (trad. Sì, ma ci accendi il fuoco = le soddisfazioni personali hanno scarsa rilevanza pragmatica).

"Tutti nutrono grandi aspettative: è lo sprint finale."
"Taglierei più volentieri la curva piuttosto che il filo di lana, ci sono anche i test d'ammissione all'università che incombono e lì il voto di maturità non lo guarda nessuno."

Risposta esatta 1 punto, errata -0,5 punti, in bianco 0 punti

"È un passaggio importante!"
Vero o Falso?
Lascio in bianco questa domanda , almeno non c'è il rischio che ci perda qualcosa...

"Psst! Che la sai la risposta?" ...

lunedì, aprile 03, 2006

In sala


Il seme della follia
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È da poco inziata una prolifica stagione cinematografica ricca di pellicole promettenti come "Il grande silenzio", "Syriana" o protopropagandistiche come "il Caimano". Eppure, tenendo i conti alla mano, ciò che più tira nell'industria del cinema sono i film tratti dalla carta di cui Harry Potter, l'Uomo Ragno e simili sono grandi interpreti o quelli roridi di sangue ed effetti speciali. Insomma il maggior successo, senza nulla togliere a chilometri di celluloide più o meno impegnati e degni dell'Oscar, è riscosso dai film d'azione e gli horror. Dunque, sfruttando quest'ultimo filone, nel mese scorso sono state eseguite in sordina le riprese de "Il seme della Follia": un horror che ha sconvolto la critica.
Probabilmente con questo corto siamo candidati a ricevere una delle tanto sospirate statuette d'oro... ma sulle gengive!
Agli spettatori l'ardua sentenza...

Buena vista

mercoledì, marzo 29, 2006

Rudimenti di eresia


Quino
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Il seguente post può essere adattato a qualunque confessione religiosa, in ogni epoca e in ogni dove. La scelta della religione cristiana per questo testo di paradigma è stata dettata dalla pura convenienza. L'ipse dixit è un'offesa alla dignità dell'uomo e un affronto alla sua intelligenza.

Restituiamo dignità all'uomo: siamo un popolo di dei...

"Creare un'immensa speranza che non possa essere sradicata perché la radice non c'è. Degli antenati che non ci sono non saranno mai lì a dire che hai tradito. Una religione che puoi osservare traendola all'infinito." Umberto Eco, Il pendolo di Foucault.

-Ora di religione-

In classe si discute di miracoli e verità dogmatiche.

"I miracoli sono avvenuti" afferma la professoressa "la Bibbia ne è testimonianza poiché essi sono stati visti e vissuti dai presenti dell'epoca..."
"Scusi professoressa ma qual è l'attendibilità filologica di questo Testo Sacro? Sono cinque anni che le faccio questa stessa domanda ma... non crede sia stato tutto inventato? La Bibbia non potrebbe avere la stessa attendibilità de "Il Signore degli Anelli"?"
"Enrico... La Bibbia è stata scritta dai profeti, i Vangeli sono stati scritti dagli apostoli e le testimonianze dei miracoli sono attendibili perché sono state raccontate da queste persone."
"Questo non mi convince. Si è indotti a gridare al miracolo ogniqualvolta si ha davanti un fatto che attualmente non siamo in grado spiegare ma ciò non vuol dire che ci sia lo zampino di qualche divinità. Chiamiamo miracolo un evento che non ancora si arriva a concepire e spiegare razionalmente... Prendiamo la passeggiata del Cristo sulle acque. Dove sono le prove? Ci sono ancora le sue impronte su quello stagno? e chi l'ha visto e ha scritto a riguardo come avvalora il suo racconto? Potrebbe aver benissimo inventato tutto..."
"Ma no, non puoi ragionare così. Ragionando così non dovresti credere neppure all'esistenza di Cavour... ehehehe"
"Perché mai? Dell'esistenza di Cavour le prove le ho: ritratti, documenti dall'indiscusso valore storico, la sua tomba, i suoi discendenti. Di Lazzaro che risorge o di questo fantomatico Gesù cosa mi può dire lei invece? Come si provano la loro esistenza e il loro operato?"
"Lì ci vuole la Fede..."
"Che è come dire se credi alla befana buon per te... sono un bella fregatura queste verità dogmatiche lo sa?"
"Sono come gli assiomi di matematica: non li puoi dimostrare, li prendi così come sono"
"Questo è vero però sono finalizzati ad essere la base per una teoria, un teorema più complesso. Un assioma non è mai fine a se stesso ed è autoevidente."
"L'immacolata concezione... la verginità di Maria è un dogma."
"...che serve a giustificare e rendere più interessante la nascita del Cristo."
"Sì, ma così è scritto"
"[maledetto principio d'autorità] Anche sui papiri egiziani si parla di incontri con divinità, testi assiri ci raccontano di uomini-pesce venuti dal mare per insegnare la tecnica agli uomini. Anche queste cose sono scritte, perché non ci crede?"
"Sono tutte fesserie..."
"Questo lo dice solo perché nella sua ottica il cristianesimo è la religione imperante, se lei fosse politeista come quegli Assiri o coltivasse il culto di Marduk reputandolo la religione per antonomasia direbbe che i nostri testi sacri sono un fantasmagorico compendio di balle: eresie..."
"Non dire scemenze... Riprendiamo la Vergine: il dogma della verginità di Maria include il fatto che lei sia nata senza macchia e poiché priva del peccato originale al momento del parto non abbia sofferto il minimo dolore. L'anatema della cacciata originale, che definiva il peccato originale, destinava la donna al parto doloroso... Maria invece, con la sua purezza e la sua divina predestinazione, s'è risparmiata tutto ciò."
"Il battesimo ci priva del peccato originale?"
"Sì, è così."
"Se dunque, considando quanto detto, al momento del parto una ragazza non ancora battezzata riceve questo sacramento il parto dovrebbe essere indolore: come per Maria... A rigor di logica il ragionamento non fa una piega, è un sillogismo valido."
"Non è così."
"Lo so bene, allora mi spieghi perché per la pura Maria ha funzionato e per l'ugualmente pura ragazza di poco fa no..."

-Fine dell'ora-

sabato, marzo 18, 2006

St. [P]atrick


St. Patrick
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Nell'epoca corrente siamo più pagani dei Romani di duemila anni fa, spaesati e incuriositi di fronte a nuove tradizioni molto distanti dalla nostra cultura. Halloween da qualche tempo ha conquistato il nostro paese e ora anche il santo protettore della Guinnes è approdato ai nostri lidi. Così, 17 marzo del 2006 (poche ore fa), ho festeggiato il mio primo San Patrizio. Wiki sarebbe in grado di fornirmi maggiori informazioni riguardo la vita di questo irlandese beone, ma siccome ora son troppo pigro e ho troppo alcol in circolo mi rifiuto di cliccare il suppostato link (ambiguo neologismo).
A seguito di una giornataccia a base di caffeina e sferzanti interrogazioni il sottoscritto, assieme a 3 gentil pulzelle, s'è recato con intento più consumista che mai (2 birre x 1 cappello di san Patrizio) in uno sfarfallante locale della sorella perversa di Chieti: il Jayson's di pescarese locazione. Viaggiamo allegramente e ancora sobri sulla via di Damasco intonando celestiali canti della meglio gioventù della giurassica Carrà, rapsodie degli Articolo 31 e gorgheggi degli American Hi-Fi condivisi dal finestrino con la popolazione di Pescara sud e dintorni. Sobri e oltremodo assetati, varchiamo la soglia del luogo destinato al disastro... Agguantiamo 4 birre e 2 bizzarri copricapi. La buia guinness è amara, buona per la prima metà stomachevole per la restante, un po' come il dibattito Berlusconi/Prodi di martedì scorso... Il mondo comincia a girarmi attorno, le commensali diventano esponenzialmente più attraenti, gli angoli della bocca raggiungono l'attaccatura delle orecchie, la solita sintomatologia pre-sbronza insomma. Ci si dedica a capatine nel luogo di decenza, alla gestione di un tentativo di abbordaggio di due indigeni che diventano nostri compagni di simposio... il tutto mentre scolo la mia bionda (birra n°2). La situazione cappellesca è la seguente: i cappelli conquistati sono due, sulle teste di C'Poll e della Principessa. Rimangono con la testa al freddo la Iannona e il barcollante sottoscritto disposti a tutto pur di ottenere un trofeo della serata brava... L'unico inconveniente è rappresentato dall'esaurimento delle scorte cappellesche. Osti e ostesse si rifiutano di cedere i loro copricapi agli avventori (roba che allo Stammtisch non avverrebbe mai) e rifilano unicamente pellicole verdognole utilizzabili a mo' di occhiali alla Bono degli U2 e di cui faccio sfoggio nella foto di repertorio.

Bottino
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La mia compagna d'avventura, che Freud avrebbe senza dubbio definito la trasposizione fisica dell'Es, da fondo a tutta la sua abilità retorica (sfoggio di un giunonico davanzale e sorriso smagliante) per estorcere un cappello agli avventori del tavolo vicino. I suoi argomenti riscuotono un notevole successo e ottiene la sospirata preda... L'unico a bocca asciutta, o a pelo scoperto che dir si voglia, resto io. Cinque anni di liceo classico, filosofia a iosa, panem et Catilinariæ serviranno pure a qualcosa... Tento di persuadere con improbabili ed etiliche argomentazioni altri cappellai matti ma i risultati sono peggio che deludenti: c'è chi si giustifica sostendo che lo indossa per coprire la pelata, chi lo deve regalare alla figlia (e perora la nobile causa con lo screen saver del telefonino), chi rifiuta addirittura l'offerta pecuniaria! L'alterazione totale delle leggi del mercato...
Penso al mio prof. di filosofia... agli empiristi che ho studiato, al darwinismo sociale, al relativismo estremo. a + b = c. Con fare garbato mi avvicino all'ultimo cappellaio matto della serata, il meno minaccioso e meno piazzato, lo addolcisco con un paio di sorrisi inebetiti dalla Guinness, lui si volta ormai perso nella scollatura della bruna accanto a lui, io stiracchio il braccio destro e magicamente il cappello dalla sua brava capoccia si trasferisce nella mia avida mano che fugge vittoriosa assieme al resto della mia persona dietro il cassonetto fuori del locale. Popper diceva che la liberà del mio pugno arriva laddove inizia la libertà del tuo naso e oggi, protetto da San Patrizio e da una corte di empiristi ubriaconi che facevano il tifo per me, nessuno ha violato né il mio naso né la mia libertà sebbene lo meritassi...

Ah, dimenticavo... alla salute...

martedì, febbraio 14, 2006

Ahi, Ragione...


Apollo & Dioniso
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In un non luogo senza tempo...

Abbandonato nel mio giaciglio, sospeso tra bene e male, reale e sogno. Quando premerò questo interruttore precipiterò nelle tenebre accompagnato dalla mia compagna Non Ragione, Irragionevolezza, per gli amici Irragione. È stata una giornata dura, intensa, da far fumare il cervello, giocata senza esclusione di colpi tra la litigiosa razionalità e la sua insensata avversaria: la raison illuministica contro l'irrazionale dei romantici. La guerra è asprissima, si fronteggiano la Ragione al vitriolo, analitica, fredda, lucida, tagliente come un crudele bisturi e l'oscura, arcana e perversa Irragione che di questi tempi se la passa male...
"Definire vuol dire limitare", "Riveli l'arido vero", "Il geometrico è brutto" "La realtà ha di sconvolgente che è totalmente comprensibile" "Io ho fede nel cervello!"
Tuonano così le voci dei paladini delle due avverse fazioni. L'Irragione ha la peggio, fugge danzando e getta una dionisiaca risata che echeggia negli angoli più bui della mia mente. La Ragione rifulge più di prima dopo quest'ultimo duello.
"Non sparirà" dico alla vincitrice "Le hai dato solo modo di divertirsi un po', ha spento più volte il tuo lume, lo farà ancora. Non puoi averla sempre vinta, Ragione tiranna! Non hai diritto d'ingrigire così la mia esistenza!!!"
"Non dire idiozie: non puoi fare a meno di me e lo sai bene... Sono diventata la tua droga. Quante volte terrorizzato davanti alla chimere che ti offriva l'Irragione hai cercato il mio aiuto? Chi ti ha insegnato a fare affidamento solo su te stesso? Il sonno della ragione genera mostri, lo ricordi? Perché dunque mi vorresti spegnere?"
"Mi stai rovinando l'esistenza, rovini tutto, tutto diventa brutto se rischiarato dal tuo lume!"
"Con la mia luce brucio gli inganni. Hai sempre odiato la menzogna, dicevi di voler sapere."
"Tu chiami anche l'illusione menzogna, ne hai fatto strage, hai squarciato i miei filtri, hai impoverito la mia sensibilità."
"Ti ho guarito..."
"Hai geometrizzato anche l'Amore!"
"Di nuovo questa storia! L'Amore non esiste, fattene una ragione! Cerchi il partner unicamente perché è il programma di default... devi perpetuare la specie: nulla di più. Non ti attaccare ai buoni sentimenti, al corteggiamento, la favola dell'amore da donare agli altri! Sono balle, sono il miele cosparso sul bicchiere della medicina amara. Non servono a nulla."
"Non ti credo!"
"Ho ragione come sempre, e lo sai..."
"Sei la Ragione ma non sei infallibile."
"Questa è una scemenza che ha messo in giro mia sorella..."
"Sai cosa disse un pensatore tempo fa? Che l'uso spregiudicato della Ragione è la causa della rovina della nostra società. Per colpa tua abbiamo perso spontaneità, la capacità di sentire. Il tuo dio, Apollo, ha sopraffatto il creativo e gioioso Dioniso. Ecco cosa ti manca... la creatività."
"Non ne ho bisogno, io ho la forma, la fredda analisi. La creatività è il riflesso di un pasticcio dell'Irragione."
"Eppure i creativi sono quasi venerati, perché hanno un pizzico di follia che obnubila un po' la tua luce. Tu e la tua sorella Irragione non potreste sforzarvi di convivere amorevolmente?"
"Siamo come sole e luna: inconciliabili."
"E un'eclissi non è possibile?"
"Solo in casi eccezionali... Hai fatto tante volte l'esperimento, mi hai sedato con liquori generosi, come hai fatto oggi prima di pranzo..."
"Era giusto una birra... un principio dionisiaco, nemico del tuo amato caffé che è un principio apollineo..."
"Conosco questa storia... Tuttavia è bastata ad allentare la mia veglia e così hai fatto una bella chiacchierata con l'Irragione."
"Sono ricorso alla tua chimica che spiega ogni cosa per farti assopire... dovresti essere orgogliosa di me. E comunque ci siamo divertiti: è stata molto piacevole la compagnia di tua sorella. Non sarai mica gelosa?"
"Vuoi scherzare? So bene che amoreggiate quasi tutte le sere."
"Hai detto bene. Con i tuoi spigolosi ragionamenti mi hai tenuto sveglio e triste troppe volte..."
"Ma tu rimanervi lì ad ascoltarmi con bramosa curiosità e sai perché? Hai paura di perdere me e tutto quello che ti garantisco. Sono la chiave di volta del tuo mondo."
"Non posso darti torto..."
"Suvvia oggi ho esagerato, lo riconosco, tutti quei pensieri rumorosi, l'impiccagione di Amore, Patria, Fede e tante altre illusioni... Ho deciso di farti un regalo per farmi perdonare di aver calcato la mano così presto: non sei ancora pronto e in fin dei conti ho ancora molto tempo per istruirti. Stanotte firmerò una ragionevole tregua con l'Irragione. Terremo un intimo convivio solo noi tre, discuteremo civilmente e farò cadere nell'oblio qualche rivelazione troppo precoce che ti ho fornito... Ma domani tutto tornerà come prima! Questa sera siederai fermo al tavolo ma domani tornerai sull'altalena che oscilla tra me la mia irragionevole sorella."
"Ti ringrazio. Sarei perso senza di te..."
"Dante direbbe che saresti nel Peccato..."
"Come sei barbosa... Ecco l'Irragione! Cavolo, s'è tirata a lucido, non la ricordavo così affascinante... [la Ragione stroce il muso stizzita...] ...e porta con sé una bottiglia di assenzio e un libro, cosa sarà?
"È l'opera che le ha indirizzato un suo affezionato amico, un tale Erasmo..."

Sediamo attorno a un tavolo d'avorio discorrendo come tra carissimi amici, bevendo fluidi dionisiaci al lume di candela, cullati ora dalla voce melliflua dell'Irragione e ora dai toni squillanti della Raison, avvolti dalla penombra, giusta sintesi e intesa tra Luce e Tenebre: per una volta c'è equilibrio...